Omaggio a Marcello Bacci

 

 

Marcello Bacci è, e vuole essere, una testimonianza di se stesso e dei suoi straordinari esperimenti di psicofonia.


Uomo buono e generoso, di grande purezza d'animo, nel corso degli oltre 35 anni di attività, Bacci ha sempre messo a disposizione della scienza e di chi ha perduto una persona amata, il suo dono, gratuitamente e altruisticamente.
Nato al  mondo del paranormale all'inizio degli anni '60, passando attraverso una vasta gamma di metodologie, dopo alcuni anni di sperimentazione con il magnetofono, egli focalizzò la sua ricerca nella ricezione di Voci paranormali tramite un apparecchio ricevitore radiofonico a valvole, posizionato sulla gamma delle onde corte. 
L'uso di un apparecchio radio come strumento idoneo alla ricezione delle Voci paranormali fu suggerito dalle Voci stesse che Bacci registrava su magnetofono. 
I contatti radio avvenivano sempre con particolari e ben precise modalità, subordinate comunque alla presenza di Marcello Bacci, elemento medianico insostituibile, catalizzatore di energie misteriose "che non sono di ordine scientifico, ma di altro ordine", come hanno precisato le Voci stesse. 
Tentativi di stabilire il contatto in assenza di Bacci hanno dato sempre esito negativo, confermando il ruolo medianico che gli è stato nel corso degli anni attribuito.

Gli esperimenti di Bacci, si sono sempre svolti, con semplici modalità: Marcello sintonizzava la radio su una frequenza a onde corte, cercando una banda silenziosa senza alcuna trasmissione e dopo un'attesa che poteva essere molto breve o protrarsi anche per più di mezzora, la portante subiva una modifica, si attenuavano e sparivano i rumori di fondo e subentrava nella sintonia un caratteristico segnale acustico, paragonabile ad un vortice di vento in avvicinamento, ripetuto varie volte a brevi intervalli. 
Dopo i segnali la sintonia risultava silenziosa ed eliminati i rumori di fondo le Voci paranormali iniziavano a parlare instaurando un vero e proprio dialogo, intervallato da pause durante le quali gli sperimentatori o le persone presenti come ospiti potevano interloquire e porre domande. 
I contatti avevano mediamente una durata di circa 25/30 minuti ma si sono registrati interventi protrattisi anche per circa un'ora. 
I dialoghi si concludevano spesso con cori solenni che talvolta sembravano emergere da una lontananza che progressivamente veniva amplificandosi, suscitando negli ascoltatori una sorta di rapimento emozionale, difficile da tradurre in parole, come spesso si può constatare ascoltando i commenti delle persone che furono presenti agli esperimenti di Marcello.

Nel corso degli anni, le Voci hanno ripetutamente ribadito che il contatto metafonico avviene e deve essere mirato ad alleviare la sofferenza delle persone colpite dalla morte di un congiunto profondamente amato e fin dall'inizio della sperimentazione di Bacci, almeno un terzo della durata degli interventi era dedicato a favorire l'incontro fra "vivi e morti", anche se è stato detto e ribadito, che le parti sono invertite, cioè chi ci parla dalla radio dice di essere "vivo più che mai" e che noi qui in terra siamo "morti", nel senso che siamo oppressi e limitati dalla materia. 
Questa fase del contatto era resa inequivocabile da un metodo molto incisivo e convincente: alcuni degli ospiti, anche coloro che partecipano per la prima volta, venivano chiamati dalla Voce della radio per nome e talvolta anche col cognome per richiamarne l’attenzione: veniva quindi introdotto il congiunto dando conferma della sua presenza proprio lì alla radio e veniva favorito un dialogo diretto. 
Chiaramente durante questi contatti, era presente una forte carica emozionale ed emergeva la determinazione primaria da parte delle entità, di farsi riconoscere e di tranquillizzare: il defunto si presentava insistentemente con il proprio nome, affermava la propria sopravvivenza e spesso dichiarava la propria sorpresa di ritrovarsi vivo immerso in una luce sfolgorante; talvolta la Voce si esprimeva con il timbro e le caratteristiche foniche della voce umana, che, riconosciuta, suscitava profonda e sconvolgente emozione nei congiunti, i quali hanno sempre confermato, essere uguale alla voce terrena del trapassato.

Oggi, Marcello Bacci, ultraottantenne, ha quasi cessato del tutto la sua attività ma nella storia, la sua figura rimane un termine di paragone difficilmente eguagliabile.

Grazie Marcello…………

 

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